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 Decalogo di sopravvivenza al Rossi

Sappiamo bene che il primo anno alle Superiori è traumatico per tutti: nuovi amici, nuovi professori, bidelli, materie, soprattutto nuovo edificio. Ed è facile perdersi e cadere nelle grinfie di qualche perfido nonno.

Vi propongo un decalogo per riuscire a sopravvivere al Rossi.

  1. Assecondare: è risaputo che ai matti bisogna sempre dare ragione. Se vi trovate innanzi una situazione senza speranza, concordate con tutto ciò che dice chi vi sta di fronte (prof, nonno, bidello, criceto...). Il successo il più delle volte è assicurato.
  2. Attaccare: ricordiamo però che la miglior difesa è l'attacco. Se vi sentite abbastanza sicuri in quanto a parlantina sciolta e colta, cercate di confondere l'avversario, fino a farlo desistere. Un tentativo ben riuscito ha visto addormentarsi un nonno, permettendo poi alla vittima di sgusciare via
  3. Attenti ai bidelli: questi strani avventori da corridoio sono di guardia in disorganizzate schiere semiaddormentate sulle parole crociate. Nonostante ciò sono molto sensibili ai rumori da sigaretta. Si consiglia di avvicinarli con molta circospezione. Non mordono ma anche loro possono aprire il registro di classe.
  4. Mimetizzarsi: farsi notare è altamente controproducente, nel senso di nonni, interrogazioni o compiti in classe. Dentro alla cartella si raccomanda di fare posto a capi di vestiario di varie tonalità scolastiche (verde banco, marrone pavimento, bianco muro, nero lavagna…). Seguendo tutti quanti questa tecnica alla lettera sarete tutti uguali e sarà difficile riconoscervi, anche per il vostro criceto.
  5. Smarrimento: se venite chiamati o interpellati nei locali scolastici una buona difesa è quella di guardarvi intorno smarriti, chiedere: "chi, io?" e scappare a tutta birra con una scusa qualsiasi, purché credibile ("Ho il caffè sul fuoco", "Stavo andando in bagno", "Porto il criceto dal veterinario, torno subito").
  6. Umorismo: per evitare spiacevoli inconvenienti non fate un uso smodato del vostro abnorme senso dell'umorismo. Una battutina ogni tanto non fa che bene, ma ricordate: mai una battuta che comprenda i diretti interessati (prof: "Ci sono un prof con dieci cammelli…"; bidello: "Un bidello si reca al bar…").
  7. Talvolta innanzi all'istituto compaiono grandi masse di studenti urlanti. Questi raduni di mutanti sono inappropriatamente chiamati "scioperi". Se vi chiedono di partecipare al corteo verificate quante giustificazioni avete sul vostro libretto. Se non superano già il limite massimo dopo il quale vengono convocati i genitori, partecipatevi pure, ricordando di stare in testa al corteo, altrimenti verrete presi e lanciati per aria da piccoli gruppi di mutanti che poi vi lasceranno ricadere dolcemente a terra.
  8. Mai parlare a vanvera. Se seguite la regola numero 2 innanzi ad un prof ricordate che i prof parlano tra loro. Quindi non non cercate mai di confondere un prof parlando male di un altro vostro professore. Potrebbero parlarsi e la vittima dei vostri "complimenti" si vendicherà. Nella peggiore delle ipotesi si vendicherà con tutta la classe e tutta la classe si vendicherà con voi.
  9. Mai mostrarsi insicuri. Se le gambe vi tremano, le mani vi sudano o i piedi girano da un'altra parte, riacquistate il controllo in voi e affrontate la situazione che vi terrorizza con sicurezza. Un minimo segno di timore, insicurezza o spudorato terrore seguito da gesti disperati o urla raccapriccianti possono far insospettire coloro che vi si trovano attorno, specie se sono nonni.
  10. Ultimo ma non meno importante vi consiglio di studiare più che potete perché tra i vostri prof si aggira il malinteso, il pregiudizio, anche se non lo vorrebbero ammettere, ed esiste una pratica molto diffusa tra di loro. Quando si riuniscono in piccole stanze appartate e cominciano a discutere tra di loro, è meglio cominciare a tremare. Può mettersi in atto la tipica "vendetta dello scrutinio". Tale tremenda pratica consiste nell'abbassare i voti di uno studente in base al numero di volte che ha guardato fuori dalla finestra o a quante volte non ha saputo rispondere ad una domanda perché formulata con tono di voce inferiore alle sue capacità auditive.
Detto questo mi appresto a concludere questo articolo, che potrebbe aiutare molti di voi.

Con la speranza di non aver offeso alcun interessato (e se si sentono offesi, perdonate, non era mia intenzione) vi saluto e vi auguro un buon inizio e proseguimento dell'anno scolastico.

Andrea Franceschini, 2°B
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